domenica, 03 maggio 2026

CASO OSTUNI, BUFERA SUL CORRIDONI-CAMPANA: "SOLO CHI FA SBAGLIA", LA PRESIDE NON ARRETRA E ORA TUTTI IN GRECIA

Esplode il malumore: contestati il turnover degli insegnanti e il sistema dei "fedelissimi" che escluderebbe i docenti delle classi. Ma per la Presidenza, il rischio fa parte del "fare": respinto ogni addebito sulla sicurezza dopo il caso della quindicenne in ospedale, la scuola dei viaggi prepara i bagagli per la prossima trasferta. Ma oggi si torna in classe...

Di Sandro Pangrazi | 03-May-2026 4 min di lettura
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CASO OSTUNI, BUFERA SUL CORRIDONI-CAMPANA: "SOLO CHI FA SBAGLIA", LA PRESIDE NON ARRETRA E ORA TUTTI IN GRECIA

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di Sandro PANGRAZI

Non è più solo il caso di una 15enne finita in ospedale per una borraccia piena di vodka e Jägermeister.
Il dramma, per fortuna solo sfiorato, a Ostuni è diventato l'innesco di una "rivolta" interna all'Istituto di Istruzione Superiore "Corridoni-Campana".

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Un gruppo di docenti e genitori ha rotto anonimamente il silenzio sulla stampa.
Puntano il dito contro una gestione dell'istituto — tra i più prestigiosi della provincia — definita nella loro nota come "opaca e personalistica".

1. La scuola trasformata in “Tour operator”
Il primo atto d'accusa riguarda l'identità stessa dell'istituto.
"Il Corridoni-Campana non è la "scuola dei viaggi" e neanche un tour operator", scrivono i docenti e i genitori in una nota più che critica pubblicata sulla carta stampata di domenica.
In particolare la critica è rivolta a una "dimensione internazionale" che appare esasperata.
Viaggi di istruzione ed Erasmus verrebbero usati, secondo l'accusa, come leve di marketing per incrementare iscrizioni e promozioni, arrivando a mettere in secondo piano la qualità dell’istruzione e della sicurezza dei plessi.

2. Il “premio” del viaggio e il turn over assente
Al centro del malumore c’è però la gestione stessa degli accompagnatori. 
Nonostante la disponibilità alle gite interessi circa il 50% del corpo docente, quindi una percentuale ampia, la nota lamenta come a partire per le destinazioni più diverse siano spesso le stesse figure.
Viene contestata in particolare la mancanza di un Regolamento interno specifico, sollecitato da tempo.
Un vuoto normativo che consente alla Dirigente la piena discrezionalità della scelta, alimentando il timore dei firmatari che si sia consolidato nel tempo un sistema di "fedelissimi".
In tal modo anche se i docenti di una classe in gita risultano tecnicamente disponibili all'accompagnamento di istruzione, a volte vengono preferiti altri insegnanti, a danno dell'efficacia dei controlli e dell'insegnamento stesso.

3. Il paradosso della “competenza”
Stamane la replica della Dirigente BRANDONI, anziché smorzarle, ha rinfocolato le polemiche.
La Preside, nota già in passato per aver rivendicato con fierezza posizioni critiche sul green pass 2021, conferma così un profilo decisionale netto e poco incline ai compromessi.
Difendendo le sue scelte, ha dichiarato: "Vanno comunque sempre insegnanti competenti, che sanno come gestire le situazioni".
Una precisazione che è stata recepita, da chi è rimasto a scuola e a casa, come una svalutazione sul piano professionale.
Se metà dei docenti è infatti disponibile ma viene scartata, si deve dedurre che la Presidenza li considera, forse, meno idonei alla gestione degli studenti?

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4. Il fallimento della sorveglianza “selezionata”
Le rassicurazioni della BRANDONI si scontrano però con la realtà dei fatti.
Se, come affermato, vengono selezionati solo docenti con profili di alta "competenza", resta da capire un punto centrale: come è stato possibile che una studentessa di 15 anni finisse in coma etilico proprio sotto la loro diretta sorveglianza?
L'episodio suggerisce che i criteri di selezione adottati non garantiscono, nei fatti, l'incolumità dei minori.
Sorge anzi un dubbio provocatorio nella comunità scolastica e non solo.
Si deve forse ringraziare che si sia trattato "solo" di caso di coma etilico, nonostante la presenza dei supervisori ritenuti "migliori"?

5. L’appello per una nuova rotta
Le vicende di questi giorni sollevano, infine, un interrogativo più ampio sull’autonomia dei dirigenti e sulla necessità di introdurre contrappesi.
Dalla gestione dei viaggi alla sicurezza degli edifici, la comunità scolastica osimana chiede trasparenza ed equità.
"Rafforziamo la volontà di voler cambiare rotta", conclude il gruppo di genitori e insegnanti.
La parola passa ora all'Ufficio Scolastico Regionale della D'AMICO.
Dovrà verificare se la gestione del Corridoni-Campana rispetti ancora i canoni della collegialità.
O se sia scivolata, come si teme, verso un modello troppo verticistico.

6. Avanti tutta: “Solo chi fa può sbagliare”
Da parte sua, la BRANDONI ha tagliato corto alle polemiche ribadendo il valore dei viaggi d'istruzione.
Nonostante le critiche, la Dirigente non è arretrata dalle sue convinzioni ed ha lanciato la sfida finale:
"Solo chi fa può sbagliare, ma non faccio un passo indietro, anzi, ci stiamo preparando a partire per la Grecia".

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Una posizione che sembra chiudere ogni spazio di mediazione.
Per la Presidenza il "fare" sembra giustificare il rischio.
Anche quando questo si traduce in un codice rosso.
La "scuola dei viaggi" non si ferma, ma in città il consenso verso questi metodi appare per la prima volta in dubbio, se non in forte erosione.

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