martedì, 17 marzo 2026

EFFETTO VIETNAM PER ACQUAROLI, DOPO LE REGIONALI IL GOVERNATORE SCIVOLA ANCORA AD ANCONA

A 24 ore dal sabotaggio pilotato provinciale, il Presidente e Fdi muti nella valutazione del super flop. Aggravato da queste certezze: ad Ancona sono mancati all'appello ben 8 Consiglieri, mentre a Senigallia in 5 non si sono presentati a sostegno di Paolorossi. Solo ipotesi, ma pesanti, ad Osimo: circa 3 assenze e l’ombra dei franchi tiratori. E Carnevali? Neanche ringrazia il fuoco amico che ha bruciato la strategia della Regione

Di Sandro Pangrazi | 17-Mar-2026 4 min di lettura
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EFFETTO VIETNAM PER ACQUAROLI, DOPO LE REGIONALI IL GOVERNATORE SCIVOLA ANCORA AD ANCONA

 

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Non è solo una riconferma amministrativa, è una disfatta politica per interposta persona. 
Daniele CARNEVALI resta alla guida della Provincia di Ancona, ma il verdetto che esce dalle urne ponderate del 15 marzo è il definitivo naufragio della strategia regionale nel capoluogo. 
Per il Governatore Francesco ACQUAROLI si tratta di un vero e proprio effetto Vietnam di americana memoria: dopo il doppio Osimo '24 e '25 e il pesante segnale negativo delle scorse regionali di fine settembre (in tutte le Marche proprio e solo nella Circoscrizione dorica), è arrivata una nuova, fragorosa caduta, giusto nel cuore politico delle Marche.

Il silenzio dei Coordinatori: una disfatta che premia i partiti
A 24 ore dal terremoto, il Presidente e i vertici di Fratelli d'Italia restano peraltro muti nella valutazione del super flop. Certi che a non parlarne i problemi possano svanire, almeno nella memoria collettiva. 
Sarà. Al momento il popolo anconetano prende nota di un silenzio, più che udibile nella sua contraddizione in termini, che suggerisce interrogativi inquietanti sulla disfatta annunciata di Luca PAOLOROSSI, "pecora nera" attorniata da veri lupi sempre affamati; un flop di proporzioni epocali capitato, però, più che per colpire, a premiare il "lavoro" sotto traccia dei Coordinatori silenziosi! 
Il candidato è infatti stato percepito fin dall’inizio (vedi il 19 febbraio scorso con la clamorosa rinuncia di PAOLOROSSI alla candidatura) come un corpo politicamente intruso rispetto ai palazzi del potere e alle liturgie delle segreterie; un corpo estraneo che l'apparato ha rigettato per riaffermare la centralità delle tessere sulla società civile.

Francesco ACQUAROLI, perde ancora e se la ride...

Il sabotaggio dei numeri: Ancona e Senigallia
Il peso di questo sabotaggio pilotato è certificato dai numeri ufficiali: ad Ancona, schede alla mano, mancano all'appello ben 8 Consiglieri dal peso super pesante, mentre pure a Senigallia in 5 non si sono presentati a sostegno di PAOLOROSSI. 
Complessivamente, solo questi 13 voti pesanti, hanno sottratto alla coalizione ben 12.181 punti ponderati. 
I diktat della Regione non hanno trovato sponda sia tra i Consiglieri di Centro-Destra disponibili (vedi Senigallia impegnata a maggio con le Comunali) che tra coloro che hanno preferito l'Aventino polemico (vedi Ancona col caso MELARANCI a dividere la maggioranza), piuttosto che piegarsi a una linea ibrida, quella di affidarsi mani e piedi al "Sindaco strano", percepito come un esperimento fuori programma, lontano dalle dinamiche consolidate dei partiti tradizionali.

Osimo e la lama dei franchi tiratori
Daniele CARNEVALI incassa e neanche ringrazia il fuoco amico che ha bruciato la strategia della Regione, pur restando quasi incredulo davanti a tanto autolesionismo avversario. 
Ad Osimo, la terra che doveva essere la cassaforte del Centro-Destra, il tradimento è stato perfetto: la stima politica del dopo-voto attribuisce alla città Senza Testa almeno 3 assenze strategiche e pure l'ombra pesante di un paio di franchi tiratori che, uno o due, hanno dirottato contro natura voti altrimenti segreti.

 

Un sospetto antico che si fa strada: fosse troppo legato a Giorgia MELONI il segreto della Regionali 2020 e 2025?

Una leadership sotto assedio
Il verdetto politico è unanime: la linea di ACQUAROLI è stata nuovamente respinta, dopo gli elettori, anche dal corpo elettorale qualificato. 
CARNEVALI resta al timone, consapevole che la sua fortuna è stata la guerra civile scoppiata nel campo opposto, tra chi voleva innovare con un populismo alla PAOLOROSSI e chi, nelle segreterie, ha preferito affondare la nave pur di non cedere il timone a un intruso. 
Una leadership, quella regionale, che si ritrova sotto assedio proprio nel suo territorio di riferimento. 
Una segreteria che, soprattutto, dopo la scelta suicida di rompersi la testa contro un muro con un crack a tutto velocità, non da ancora segni di vita.

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