FILOTTRANO REGINA DEL SI, ANCONA NEL BARATRO: VOLA PAOLOROSSI, TREMA SILVETTI
Bocciato dal voto ponderato alle Provinciali, il "Sindaco-strano" spinge Filottrano a capitale del voto popolare, eleggendo la cittadina a significativa eccezione. Il tutto mentre il capoluogo dorico sprofonda al 38,48%, con l'aggravante di una partecipazione record che suona come sfiducia in vista per l'Amministrazione Silvetti e per le manovre dei capataz della politica di Centrodestra
Di Sandro Pangrazi
|
23-Mar-2026
|
3 min di lettura

di Sandro PANGRAZI
Il muro del voto popolare
C’è un muro che i cecchini della politica provinciale non sono riusciti ad abbattere: quello del consenso diretto. In una notte elettorale che ha visto il SÌ uscire pesantemente sconfitto, Filottrano si erge a eccezione clamorosa. Il dato delle Marche parla chiaro: una regione, tra le tante, che ha voltato le spalle alla riforma con il 53,74% di NO contro un 46,26% di SÌ.
Ma è l'affluenza il dato che fa tremare i palazzi: il 63,77% dei marchigiani è andato alle urne.
Non è stato un voto di distrazione ma di partecipazione rabbiosa, un segnale che trasforma il risultato in un giudizio politico senza appello.
Ma è l'affluenza il dato che fa tremare i palazzi: il 63,77% dei marchigiani è andato alle urne.
Non è stato un voto di distrazione ma di partecipazione rabbiosa, un segnale che trasforma il risultato in un giudizio politico senza appello.
Il collasso delle grandi città: il fallimento del modello Ancona
Il dato politico più dirompente è il collasso sistemico delle città guida. Jesi, Senigallia, Falconara Marittima, Fabriano, non ultima Osimo e soprattutto Ancona: tutte le realtà di riferimento della provincia sono crollate sotto il peso dei NO. Un verdetto che suona come una sfiducia collettiva verso i vertici regionali e nazionali.
Ad Ancona, in particolare, il 61,52% di NO mette l'Amministrazione Silvetti in una posizione di estrema fragilità in vista delle prossime sfide elettorali. Qui il "fuoco amico" è stato letale: un elettore di Forza Italia su cinque ha voltato le spalle al proprio Sindaco.
Ad Ancona, in particolare, il 61,52% di NO mette l'Amministrazione Silvetti in una posizione di estrema fragilità in vista delle prossime sfide elettorali. Qui il "fuoco amico" è stato letale: un elettore di Forza Italia su cinque ha voltato le spalle al proprio Sindaco.
La Val Musone a due facce: il paradosso di Osimo
All'interno di questo disastro per il SÌ, la Val Musone offre un quadro emblematico di una politica a due velocità. Se Filottrano e Numana tengono botta, Osimo (44,91%) si conferma la maglia nera del comprensorio. Nonostante la sconfitta generale, persino Loreto (48,49%) e Castelfidardo (45,41%) hanno saputo contenere i danni meglio della città dei "Senza Testa" che scivola abbondantemente sotto la media regionale. Osimo diventa così il simbolo di una disconnessione profonda tra i rappresentanti del territorio e il sentimento della piazza.
La risposta del Sindaco-strano all'assedio dei Sindaci
Il trionfo di Filottrano è la risposta definitiva a chi, nei corridoi della Provincia, appena una settimana fa, ha tentato di isolare Paolorossi grazie all'artifizio dei voti ponderati. Mentre i Sindaci manovravano dietro le quinte, i cittadini gli hanno fatto scudo nelle urne. Filottrano svetta al primo posto assoluto, guidando il manipolo di comuni (Ostra, Staffolo, Numana e Ostra Vetere) che hanno resistito all'ondata d'urto. La "Pecora nera" vola sulle ali di un suffragio popolare vasto, lasciando ai suoi avversari solo i calcoli a tavolino di un Palazzo duramente punito.
L'isolamento dorico: Ancona fanalino di coda
A rendere ancora più amaro il calice per il capoluogo è il confronto con il resto della regione: solo a Macerata e Fermo hanno vinto i SÌ. Ancona fa registrare la performance peggiore dell'intera regione con un misero 41,65% di SÌ. Un distacco abissale che condanna l'Amministrazione Silvetti a un futuro di isolamento politico. Sul fronte opposto Paolorossi gongola, confermandosi l'unico leader capace di trascinare il proprio elettorato oltre le logiche di partito, certificando la fine di un'egemonia comunicativa incentrata sulle solite teste del passato.

Pubblicità
Pubblicità



