giovedì, 12 marzo 2026

IN ARRIVO IL TEST ANTIDROGA AI POLITICI MARCHIGIANI: PUTZU, FINE DI UNA CARRIERA?

Il disegno di legge di Cesetti (Pd) sfida il Consiglio regionale sulla trasparenza. Incidenti stradali ripetuti, patenti "svanite" dai database Prefettizi e notti senza freni a Lido Tre Archi al sapor di cocaina: ecco la triste parabola di Andrea PUTZU (FdI) che spinge il buon senso a chiedere lo screening per chi fa politica nelle Marche: dalla Regione all'ultimo Consigliere comunale, passando per le Province

Di Sandro Pangrazi | 12-Mar-2026 4 min di lettura
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IN ARRIVO IL TEST ANTIDROGA AI POLITICI MARCHIGIANI: PUTZU, FINE DI UNA CARRIERA?

 

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di Sandro PANGRAZI

Può un politico in crisi d'astinenza garantire disciplina e onore?
L’etica pubblica non è un accessorio facoltativo, né un abito da indossare solo durante le cerimonie ufficiali. 
È il presupposto cardine su cui poggia la tenuta di una democrazia sana. 
Eppure, scorrendo le cronache documentate che coinvolgono il Capogruppo regionale di Fratelli d’Italia, il fermano elpidiense Andrea PUTZU, emerge un quadro che va ben oltre la sfera del vizio privato. 
Quando il consumo di cocaina diventa una costante documentata da referti medici, incidenti stradali e testimonianze dirette, il tema smette di essere moralismo e diventa una questione di sicurezza e integrità istituzionale.
Il nodo centrale non è solo la salute del singolo (di cui potrebbe anche non interessarci) ma la sua non ricattabilità. 
Un rappresentante dei cittadini che frequenta piazze di spaccio o che si affida a "sodali" per acquistare dosi in piena notte, si espone inevitabilmente a zone d'ombra. 
Chi detiene il potere di legiferare non può essere schiavo di una sostanza, né può trovarsi in una posizione di vulnerabilità psicologica o giuridica che lo renda permeabile a pressioni esterne.

PUTZU e MELONI amici fin dai tempi del partito al 4%; proprio questa vicinanza storica cosituisce per il fermano la migliore garanzia di impunità

Il "curriculum" delle ombre: le tappe di Andrea PUTZU
La cronistoria degli ultimi anni restituisce l'immagine di un uomo che sembra godere di una sorta di "immunità di fatto", tra procedure amministrative che svaniscono nel nulla e silenzi stampa assordanti.

Cittadini di serie B e Politici "Intoccabili"
Ciò che indigna di più e profondamente è l'evidente disparità di trattamento rispetto a te che leggi, cittadino comune. 
Un operaio trovato al volante con 787 ng/ml di cocaina subirebbe un iter spietato: ritiro della patente, segnalazione al Sert e anni di visite mediche. 
Per PUTZU, invece, il sistema sembra essersi inceppato a suo favore: come è possibile che una sospensione prefettizia non risulti in banca dati? 
Perché la patente di guida è tornata rapidamente nelle sue mani senza il vaglio dei medici legali che ogni altro cittadino deve affrontare? 
Questa corsia preferenziale è un insulto a chi rispetta la legge e a chi, per un errore simile, vede la propria vita in salita, se non ad ostacoli.

L'avvocato Fabrizio CESETTI, politico di lunga vaglia per il Pd marchigiano. Del 2023 l'ultima bocciatura di un analogo disegno di legge

La proposta CESETTI: un argine alla "deriva bianca"
In questo scenario, la mossa del consigliere Pd Fabrizio CESETTI cade come un macigno in un lago. 
La sua proposta di legge per istituire la "Giornata marchigiana per la lotta alla droga" lancia una sfida di trasparenza: obbligare i rappresentanti delle istituzioni, anche a livello comunale e provinciale, a sottoporsi a test antidroga costanti.
CESETTI richiama l'articolo 54 della Costituzione: le funzioni pubbliche si adempiono con "disciplina e onore". 
Ma come si concilia l'onore con i vialetti dello spaccio? 
Il silenzio prolungato di Andrea PUTZU davanti a queste pesanti rivelazioni giornalistiche — mai querelate né smentite — agisce come una conferma implicita. 
Ma se la partecipazione ai test proposti da CESETTI rimarrà su base volontaria, come potrebbe essere, chi ha il naso sporco di polvere bianca continuerà a sottrarsi al controllo auspicato. 
Una legge non dovrebbe suggerire, ma imporre: la trasparenza di chi siede in Consiglio non può essere un optional.

Ripubblichiamo i test antidroga di PUTZU, mai smentiti dal politico

Il silenzio dei "Patrioti": la complicità di chi non vede
Davanti a un quadro così circostanziato, il silenzio che avvolge i palazzi della Regione Marche è assordante. 
Com’è possibile che il Governatore Francesco ACQUAROLI e i vertici di Fratelli d’Italia — il partito dell'ordine e della legalità — non abbiano mai sentito il dovere di chiedere conto al proprio Capogruppo dei referti medici e delle notti brave a Lido Tre Archi?
La mancata smentita di Putzu alle inchieste della giornalista Sandra AMURRI suona come una confessione strisciante intrinseca; eppure il Consigliere resta saldamente al suo posto, anzi premiato con incarichi politici e di prestigio. 
Se la proposta di CESETTI venisse bocciata o solo annacquata dalla maggioranza, il messaggio ai cittadini marchigiani sarebbe devastante: le leggi si applicano ai sudditi ma si interpretano (o si dimenticano nei database prefettizi) per gli amici degli amici. 
La "disciplina e l'onore" non possono essere solo slogan da campagna elettorale, ma devono tradursi in una pulizia interna che non ammette polveri bianche, neanche nei corridoi del potere. Anzi soprattutto!

 

 

 

 

 

 

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