TROPPA AZIONE IN SACRESTIA! VA ALLA GRANDE IL SALTO DELLA QUAGLIA, TRA MELODIE, CONTABILITA' E NUOVI PADRONI
Mentre ad Ancona Fagioli molla lo scranno in Consiglio comunale per i vertici Erap — ignorando l’evidente corto circuito tra affari immobiliari e gestione delle case popolari — la collega di Torrette, contabile in Curia, tale Monica Melaranci completa l’opera. Azione nel 2023 aveva eletto candidati per il Centro-Sinistra, risultato ribaltato con le poltrone a tingersi di porpora e i voti traslocare al Centro-Destra. Per Paolorossi chances immutate

In politica, si sa, la coerenza è un lusso per pochi, ma a Torrette sembra essere diventata un reperto archeologico. L’ultimo capitolo del trasformismo dorico ci regala la parabola di Tommaso Fagioli, Direttore del coro parrocchiale, e della sua subentrante in Consiglio comunale Monica Melaranci, 52 anni, impiegata contabile regolarmente a libro paga della Curia.
Un asse che profuma d’incenso, ma che oggi si presta a calcoli molto più terreni: cambiare l'ordine degli addendi clericali, in Azione, non sposta il risultato finale verso il bene comune ma semmai verso il riposizionamento personale.
Passare da Sinistra a Destra pare essere diventato un "dovere" di cinica sopravvivenza, con le quaglie calendiane pronte a giurare fedeltà ai nuovi padroni delle ferriere anconetane.
Per Luca PAOLOROSSI, in vista del voto del 15 marzo, nulla cambia: il percorso anconetano era già blindato dalle dimissioni di FAGIOLI, approdato alla Presidenza Erap nonostante gli ostacoli "solo" deontologici legati alla propria attività immobiliare.
Al suo posto arriva la MELARANCI, che dalla lista liberal-riformista a sostegno dell'opposizione compie la metamorfosi definitiva entrando in maggioranza.
Il terreno, d’altronde, era stato spianato da Matteo VICHI. Pur essendo il primo avente diritto, VICHI ha preferito declinare, avendo già incassato la "benedizione" politica del Sindaco SILVETTI come uomo di fiducia per le problematiche del porto.
Insomma MELARANCI avrebbe potuto essere e MELARANCI sarà senza aver corso il pericolo di insinuare in Consiglio comunale qualche… ghianda non allineata al nuovo input.
Un abbraccio velenoso, quello tra Curia e politica, che in pratica ha così svuotato Azione al proprio interno a colpi di ghiotti incarichi ad personam.
Che sia a prevalere il 1° o il 2° o la 3za arrivata, la sostanza resta amara e poco digeribile: il risultato ottenuto cambia eccome.
Il volere dei cittadini che avevano votato Azione nel Centro-Sinistra viene calpestato e i consensi traslocati sotto le nuove insegne del Centro-Destra.
Per fortuna a Torrette il coro non ha smesso di cantare in Chiesa: peccato intoni le laudi a chi comanda, ignorando il rispetto verso gli elettori, ormai diventati illustri sconosciuti.



