PALAZZO COMUNALE O CLUB PRIVE'? PELLEGRINI & GLORIO TRASFORMANO IL SALONE IN UNA MILONGA A PAGAMENTO!
L'Amministrazione Glorio concede il patrocinio e paga pure: 3.000 euro di tasca dei cittadini e l'uso gratuito sia della Sala Maggiore che del teatro "La nuova Fenice" a un'associazione di Chiaravalle. Ingresso a numero chiuso e a pagamento per i "tangueri" prenotati: doppio incasso all'associazione e costi di pulizia e personale a carico degli osimani.


di Sandro PANGRAZI
Le luci del Teatro La Nuova Fenice si sono appena spente sulle note appassionate del Gala di Tango, ma nel dietro le quinte della cultura osimana il clima è tutt'altro che armonioso. La politica invece, al solito, tace.
Al centro della "bufera" fatta di mille dubbi di ogni tipo, dall'opportunità ai criteri dell'operazione, non c’è la caratura artistica dell’evento – che ha visto sul palco eccellenze assolute del genere – ma la visione strategica dell’Amministrazione GLORIO e dell’Assessore alla Cultura PELLEGRINI.
Sotto accusa è un’operazione economica che vede Osimo nelle vesti di generoso mecenate verso un’associazione esterna di Chiaravalle, mentre il vivace e talentuoso tessuto associativo locale resta a guardare, ignorato e senza fondi.
Una richiesta "su misura": la regìa dietro il protocollo
Dall'analisi degli atti ufficiali emerge un dettaglio che solleva seri dubbi sulla spontaneità dell'iniziativa.
L’Associazione "Musica Insieme" di Chiaravalle ha formalizzato la propria proposta con la nota protocollata al numero 9476 del 14 marzo, richiedendo con precisione chirurgica esattamente 3.000 euro e l'uso gratuito di teatro e salone comunale.
La domanda sorge spontanea: come fa un'associazione "forestiera" a conoscere così bene le pieghe del bilancio osimano e la disponibilità degli spazi istituzionali?
La sensazione fondata è quella di una regìa preventiva: un invito ad hoc partito dagli uffici dell'Assessorato per "confezionare" una richiesta che l'Amministrazione era già pronta ad accogliere. Detto come va detto, pare evidente che PELLEGRINI abbia attivamente "ricercato" il format chiaravallese, preferendo importare un pacchetto preconfezionato piuttosto che stimolare una progettualità nata e cresciuta all'interno delle mura osimane.
Un "acquisto" culturale che scavalca il territorio per affidarsi a mani esterne.

La locandina dell'evento andato in scena al teatro "La nuova Fenice"
La Sala Maggiore: il "salotto buono" diventa un club privèe a pagamento
Il punto più critico, che sconfina nel paradosso istituzionale, riguarda l’uso della Sala Maggiore del Palazzo Comunale.
Concessa gratuitamente, dalle 20 a mezzanotte, per la "Milonga Palabras de Tango"; insomma la sede del governo cittadino è stata di fatto privatizzata.
Il Comune non solo ha concesso il patrocinio ufficiale, ma a persino pagato affinché l'evento avesse luogo, coprendo ogni costo vivo.
Lo conferma lo stesso Sindaco GLORIO, dichiarando che il salone è stato riservato ai "tangueri che si prenoteranno anticipatamente", i quali hanno potuto partecipare a una milonga argentina allestita in un luogo di rilevanza storica con le selezioni musicali di EL CERVECERO TDJ (al secolo Francesco GREGORI), figura fidata dell'organizzazione chiaravallese e anch'egli "importato" per l'occasione.
L'evento ha visto la Sala trasformarsi in una pista da ballo per pochi.
Va ricordato che la milonga è, per definizione, un ballo sociale, ma in questo caso l'accesso non era libero: l'associazione ha richiesto un contributo di 10 euro (ridotto a 5 euro per gli spettatori del teatro) per varcare la soglia del salone nobile, blindando comunque l'ingresso a soli 100 partecipanti, a numero chiuso.
Il Comune ha messo a disposizione le mura, le luci e ha pagato gli straordinari al personale per la vigilanza e le pulizie finali; l'associazione di Chiaravalle, di contro, ha gestito il "lucchetto" alla porta e incassato i proventi di un evento destinato a una ristretta cerchia di appassionati.
Un fatto senza precedenti: non si ha memoria a Osimo di un accesso a pagamento all'interno del Palazzo Comunale per un evento privato.
È accettabile che la "Casa di tutti" si trasformi in una sala ricevimenti a pagamento gestita da un privato, oltretutto forestiero?

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Artisti mondiali e incassi privati: il botteghino vola... ma a Chiaravalle
Lo spettacolo al teatro ha schierato un cast d'eccellenza: l’orchestra Giacomo MEDICI Tango Ensemble, la voce di Ruben PELONI e i ballerini Samuel FRAGIACOMO, Sara PAOLI, Matteo e Ludovica ANTONIETTI. Nonostante i 3.000 euro di contributo cash e i servizi gratuiti, per i residenti il biglietto è rimasto a 15 euro.
Facendo due conti: con 400 posti verso il sold-out, l’Associazione avrebbe incassato circa 6.000 euro al botteghino che, sommati alle quote della Milonga e al generoso assegno del Comune, portano il valore economico della singola giornata osimana a toccare i 10.000 euro.
Mentre l'associazione abbatte ogni rischio d'impresa grazie ai soldi dei contribuenti osimani, il cittadino paga tre volte: con le tasse per il contributo, con le tasse per i servizi comunali e infine staccando il biglietto per sedersi nel proprio teatro o salire in Comune.
Lo "schiaffo" di PELLEGRINI al patrimonio culturale osimano
Perché PELLEGRINI ha "ricercato" fuori città ciò che Osimo potrebbe produrre con standard qualitativi uguali o - uscendo dal tango - persino superiori?
Con lo stesso budget complessivo, l’Amministrazione avrebbe potuto dare un segnale di tutt'altro tenore, investendo sulla ricaduta locale:
L'Accademia d'Arte Lirica: una istituzione di fama internazionale che ha sede a Osimo.
Finanziare l'Accademia significa investire sul marchio cittadino e sostenere talenti che vivono la città tutto l'anno, anziché pagare la trasferta a professionisti esterni.
Le Scuole di Danza e Ballo locali: realtà storiche che pagano regolarmente l'affitto della Nuova Fenice per i loro saggi.
Vedere un'associazione forestiera ricevere teatro gratis e contributi cash per un evento di nicchia è un insulto a chi investe risorse proprie sul territorio 365 giorni l'anno.
Conclusioni: pure un'ipoteca sulle future primavere osimane
Dopo il discutibile capitolo nipponico di Pop Japan, l'accoppiata GLORIO & PELLEGRINI firma un altro atto di una politica culturale che sembra ignorare le proprie radici.
L’alibi del gemellaggio con l’argentina Armstrong non regge: se l'obiettivo era onorare quel legame lontano, vecchio di 40 anni, sarebbe stato più coerente commissionare una produzione originale alle eccellenze osimane.
Ciò che preoccupa maggiormente, tuttavia, è la volontà dell’Amministrazione di istituzionalizzare la partecipazione al festival tanguero chiaravallese, intenzionata a collocarlo stabilmente tra gli appuntamenti fissi delle future primavere in città.
Una scelta che suona come una condanna per le associazioni locali: non solo un "regalo" una tantum, ma l'avvio di un sodalizio che rischia di drenare risorse e spazi ogni anno a favore di soggetti esterni.
In questo "ponte" culturale che viaggia a senso unico, Osimo mette i soldi e le sale, mentre Chiaravalle mette le firme e incassa i ricavi.
Se questo è il futuro della cultura osimana, per le realtà del nostro territorio c'è ben poco da ballare.




