ALESSANDRINI PASSARINI ALLA CONQUISTA DEL CAMPANA: QUANDO IL PRESIDENTE E' ANCHE IL PRIMO CONCORRENTE DELL'ENTE
Passa per Ancona l'intrigo sul rinnovo del CdA: tra l’ombra del conflitto d’interessi e lo sdoganamento possibile della Olsaretti. L'insegnante di Campocavallo, in attesa del colloquio motivazionale che vale il voto da quinto Consigliere, approda in Forza Italia cantando "Bella Ciao"


Non chiamatelo solo "conflitto d'interessi": quello che si sta consumando attorno alla futura presidenza dell’Istituto Campana, passa per un vero e proprio tentativo di instaurare un’egemonia agraria senza precedenti.
Al centro del risiko c’è il leghista Alberto Maria ALESSANDRINI PASSARINI, l’uomo che, se la manovra politica andrà in porto, stringerà tra le mani un potere fondiario mai visto prima sotto un’unica regia.
L’IMPERO DEL "CONTE-DUCA" SULLE TERRE OSIMANE (E NON SOLO)
La domanda non è più se Alberto Maria ALESSANDRINI PASSARINI sia competente (e la domanda non parrebbe banale), ma se sia opportuno che un solo individuo controlli contemporaneamente i tre polmoni agricoli del territorio.
Già proprietario della Santa Paolina Farm di famiglia e plenipotenziario delegato dell’azienda agricola della Santa Casa di Loreto, ALESSANDRINI PASSARINI punta ora ai 135 ettari del Campana, diffusi sul territorio.
Parliamo di terre pesanti, distribuite strategicamente dall'azienda agraria dell'Istituto permanente per Cultura, tra San Biagio, Osimo Stazione, Campocavallo, Monte Santo Pietro e Castelfidardo.
Se diventasse Presidente, la gestione di gran parte della superficie agricola osimana farebbe capo a lui.
Chi stabilirà i prezzi? Chi deciderà le sorti dei piccoli affittuari locali quando il "controllore" è anche il loro principale concorrente privato e, contemporaneamente, il gestore dei beni del Vaticano? Il rischio è quello di un monopolio di fatto che lo Statuto del Campana non vieta espressamente ma che di fatto altera le dinamiche del mercato agricolo osimano, strozzando la libera concorrenza.

IL PARADOSSO DI UN PRESIDENTE "ETERNO ASTENUTO"
Sotto il profilo amministrativo, la nomina di ALESSANDRINI PASSARINI sarebbe una mina vagante per la trasparenza.
Ogni singola delibera riguardante i terreni di San Biagio o Castelfidardo lo vedrebbe in bilico tra l'interesse del Campana e quello delle sue altre aziende.
Legalmente, sarebbe costretto a una paralizzante astensione sistematica.
Che senso ha, allora, nominare un Presidente ultra "tecnico" che, per non violare la legge, non può toccare palla proprio sul dossier più importante dell'Ente?
È una forzatura che profuma di occupazione di potere, dove la competenza agricola diventa il paravento per una scalata politica che rischia di bloccare l'operatività di Palazzo Campana tra ricorsi e sospetti di parzialità.
LA "QUINTA" CONSIGLIERA: L’AGO DELLA BILANCIA "SU MISURA"
Per blindare questo disegno, serve però il voto decisivo del "quinto uomo".
O meglio, della "quinta donna".
Qui entra in gioco il bando dell’USR targato Donatella D’AMICO, riscritto ieri l'altro con tanto di colloquio motivazionale al 65%, ideale per premiare qualcuno, ad esempio, stando ai bookmakers, molti puntano cifre importanti sull'identità di Angela OLSARETTI.
L'insegnante di Campocavallo, campionessa di trasformismo (già ex Latiniana pentita, ex Antonelliana delusa, ex Piraniana insoddisfatta, ex Orsettiana sedotta e infine approdata in Forza Italia, un tempo sotto l'egida l'ex SANTONI), ha già iniziato il suo accreditamento pubblico.
Quale miglior occasione di debutto al seguito del corteo partigian-istituzionale del 25 Aprile, intonando un "Bella Ciao"?
Spesso fuori tempo e a volte con ritornello claudicante, la OLSARETTI ha tutto sommato superato la prova motivazionale, consapevole del prezzo da pagare… sia mai che una mattina di queste, alzandosi da letto, non debba trovare davvero in se stessa gli spunti utili a innalzare ALESSANDRINI PASSARINI alla Presidenza.
LA REGIA DI BUGARO: OSIMO DIVENTA "TERRA DI CONQUISTA"
Del resto il rinnovo del Cda del Campana sembra essersi tramutato in un affar di Stato, con tutti i fili che riportano ad Ancona; in particolare seguendo i dettami del Centro-Destra regionale mossi abilmente dal neo osimano... "di mare" Giacomo BUGARO.
L’obiettivo è chiaro: trasformare la storica istituzione culturale osimana nell'ultimo avamposto di prestigio di un perduto sistema di potere in chiave Centro-Destra, escludendo sia la maggioranza di Centro-Sinistra che qualsiasi apporto delle Liste Civiche storiche.
L'Istituto Campana, con la sua storia e la sua missione educativa, viene ridotto a semplice cassa d’espansione, fondiaria e di prestigio, per una politica regionale che vede nelle terre osimane solo un bottino di possibili, futuri voti da gestire.
CONCLUSIONI AMARE
Osimo si trova davanti a un bivio: difendere l'autonomia di un Ente che deve servire la cultura e l'istruzione (ma chi potrebbe condurre una battaglia che si annuncia già persa?) o accettare che diventi l'avamposto di un regno quasi privato... di un supposto "Super-manager" della terra quale il Conte-Duca.
Mentre la OLSARETTI ripassa lo spartito in piazza, la città potrebbe chiedersi se sia davvero disposta a veder svanire la trasparenza sotto i colpi di bandi sartoriali e/o concentrazioni di potere che sanno di altri tempi.

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