OSIMO "CITTA' EUROPEA 2028 DELLO SPORT"... MA LE GITE DELLA GLORIO LE PAGHIAMO NOI!
Scoop: la "selezione" del titolo non avviene per meriti sportivi ma a tariffa e dietro pagamento! Previsto esborso, a carico del Comune, dai 40.000 a 50.000 euro. In cambio Osimo e altre città, stranamente solo italiane, potranno fregiarsi di un titolo… di carta, senza alcun beneficio pratico, buono da spendersi per la campagna elettorale 2030. I costi ipotizzati copriranno il "Tour del Selfie" di Sindaco, Assessori e addetto stampa, a Roma e Bruxelles, oltre alla "gita" di due notti e tre giorni ad Osimo di 5 Commissari Aces in hotel super lusso e trasferimento da Roma in città con mezzo e autista pagati dagli osimani! In cambio? La libertà di apporre, per l'intero 2028, su carta intestata e cartelli stradali, la scritta "Città europea 2028 dello Sport"... non in solitario ma in contemporanea ad una dozzina di altri Comuni italiani. Vincono la retorica del Sindaco sul disagio giovanile e soprattutto le royalty ai Lupattelli. Mentre lo sport vero affoga, la GLORIO investe nel mercato delle lodi comprando il prestigio a rate


di Sandro PANGRAZI
Non è una medaglia vinta sul campo… assomiglia di più ad una fattura pagata. Ma non privatamente… piuttosto con i soldi di noi osimani.
Il Sindaco Michela GLORIO l'aveva già detto in campagna elettorale. Poi, una volta eletta ha avviato la procedura di iscrizione e, recentemente, lo scorso 19 febbraio, ha dato il via alla "fase operativa" per la "candidatura" di Osimo a Città Europea dello Sport 2028, dipingendo l'operazione con parolone al miele, utili per le Comunali 2030, sottolineando il valore alto del riconoscimento, quale "missione sociale".
Ma dietro i proclami del Sindaco su inclusione e persino salute mentale, l'inchiesta che ci ha incuriosito svela, in luogo di palestre, stadio e palazzetti, un banale ma rigido tariffario privato e un percorso fatto, più che di sudore, impegno e successi sportivi, ricco di passerelle in Italia e all'estero, con tanto di red carpet a pagamento. Ovviamente a carico esclusivo dei cittadini.
La retorica dello "scudo sociale": verità o marketing?
Nel suo annuncio di primavera, reiterato ad agosto e rinnovato a febbraio, il Sindaco GLORIO ha puntato su temi nobili, in grado di attrarre il favore dei cittadini "non pensanti", abituati alla tattica della comunicazione istituzionale: ha parlato di "contrasto al disagio giovanile", di "socialità autentica" e di "miglioramento della salute" attraverso la pratica sportiva.
È paradossale che si utilizzino temi delicatissimi, come la salute mentale, per giustificare l'esborso verso un'associazione privata (Aces) con sede non casuale a Bruxelles (Rond point Schuman, 6) e delegazione italiana in via Clitunno, 12/f a Roma.
Forse, se l'obiettivo è combattere l'isolamento dei giovani, servirebbero più educatori e strutture aperte e assai meno royalty di avvio procedura, da 5.000 euro, da versarsi alla famiglia LUPATTELLI, padre e figlio (titolari del marchio Aces in Europa e in Italia).
Il business della famiglia LUPATTELLI e il lavoro gratis delle società sportive osimane
Mentre il Sindaco promette alle 53 società sportive operanti in città "investimenti sulle strutture" e "nuove opportunità", la realtà del regolamento Aces racconta una storia diversa che non pone al centro del progetto una "socialità autentica" per limitarsi alla vendita di un bollino eurostellato ceduto a carissimo prezzo.
Chi incassa davvero?
Tornare indietro? Nei 20 e più anni di storia del premio, non è mai accaduto che un Comune partecipante abbia mai fatto marcia indietro o sia stato escluso da Aces. Mentre risulta che Osimo abbia già versato alla Aces la caparra di iscrizione pari a 5.000 euro; oltre ad altrettanti, se non più, alla voce "diritti d'immagine", varie ed eventuali.
Costi già usciti dritti dritti dalle casse comunali per non farvi mai più ritorno, poco ma sicuro, nè direttamente, nè sotto forma di infrastrutture.
Il paradosso della Mappatura:
GLORIO chiede alle associazioni di compilare form e mappature entro marzo di quest'anno.
In pratica le società sportive (gestite da volontari che in genere faticano a pagare persino le bollette) dovrebbero lavorare e lavoreranno gratis per costruire il cosiddetto "dossier", pagine di documenti che poi serviranno alla Giunta per giustificare agli occhi dei cittadini e della Corte dei Conti la bontà del pagamento verso i LUPATTELLI padre e figlio.
Il Protocollo: cinque Commissari in città a "sbafo", con spese a carico degli ancora ignari osimani
Il Sindaco annuncia con orgoglio il sopralluogo in città dei "Commissari" previsto per settembre 2026.
Ciò che GLORIO omette sapientemente di raccontare è l'articolo 20 del contratto stesso: Osimo dovrà ospitare "in gita 5 stelle superiore" non uno o due ma ben cinque delegati, membri indicati da Aces, per ben due notti e tre giorni: trasferta, vitto e alloggio di qualità inclusi a carico pubblico.
Ospitalità "made in Osimo" all-inclusive: viaggi, hotel e pasti gourmet per i cinque "giudici" saranno interamente a carico del Municipio, manco a dirlo.
Mentre si parla di "prevenzione del disagio", scopriamo con orrore che i soldi pubblici finiscono senza remore in cene di gala per "Commissari buonisti" dato che – nelle Marche e forse in Italia – storicamente non hanno mai bocciato alcun Comune pretendente al titolo. Mica sono fessi!

Michela GLORIO l'aveva promesso in campagna elettorale ed ha mantenuto la parola spesa: Osimo città europea dello Sport 2028! Peccato che non si faccia riferimento a merito, record o titoli: pergamena e bandiera sono da sempre acquistabili a pagamento, sul libero mercato Aces Europa.
Il caso Ascoli Piceno: La prova del "titolo a pagamento"
L'esempio di Ascoli Piceno è lo smacco definitivo alla retorica dell'eccellenza: la città picena, insignita del titolo nel 2014, lo è stata di nuovo nel 2025! Come mai questa "stranezza".
Se il titolo certificasse un merito reale, ci si chiede, perché un Comune dovrebbe ricertificarlo a distanza di appena 11 anni, "riacquistando" di fatto la stessa pergamena, medesima alla precedente?
Cavoli di Ascoli Piceno. E buon pro per padre e figlio inventori del businnes. La risposta pare davvero molto semplice: il titolo rilasciato da Aces costituisce un banale servizio onorifico ad abbonamento, di quelli che piacciono tanto a politici e amministratori, di ogni colore e tendenza politica, per farsi più belli in vista del mandato elettorale.
Una volta scaduto, basta pagare per tornare nuovamente "Città europea" dell'anno desiderato, preferibilmente se sotto elezioni.

Il "tour dei selfie": da uno spazio accreditato a Bruxelles, magari dal primo europarlamentare reperibile su piazza (ad esempio RICCI sarebbe perfetto) allo special romano presso il Salone d'Onore del Coni.
La roadmap verso il 2028 prevede queste tappe per la propaganda della Giunta:
Bruxelles (presso spazi del Parlamento europeo): una trasferta da almeno 6.000 € irrinunciabile dovendosi ritirare la cosiddetta bandiera.
Oltre a voli e hotel per la politica (almeno Sindaco, Assessore Sport e addetto stampa) pagati dai soliti contribuenti.
E poi trasferta a Roma (Salone d’Onore del Coni): in questo caso serviranno, pur affidandosi al conto della serva, non meno di altri 2.000 euro per poter sfilare, senza farsi parlare dietro, davanti a Giovanni MALAGO' e le varie teste sportive "coronate".

Gian Francesco LUPATTELLI, ideatore e Presidente di Aces Europe.
Il "Fattore 2030": la campagna elettorale prepagata
Ma perché proprio nel 2028, Osimo città "europea" dello sport?
GLORIO non può dirlo. E non ce lo dirà.
Faremo peccato noi, certi di non finire all'inferno.
2028 forse per arrivare alle allora vicinissime elezioni della primavera 2030? Con i cartelli stradali e la carta intestata nuova di stampa.
Il Sindaco promette un "anno di sport diffuso" quando in realtà l'operazione sta solo finanziando, fin dalla richiesta ad Aces di agosto 2025) la propria comunicazione elettorale futura; peccato che il conto finale della spesa non ricadrà sulla lista "Michela GLORIO Sindaco" ma sulla intera collettività... pure quella votante Destra o non votante.

CHIUSURA IN GLORIO?
Mentre la Sindaca prepara l’abito lungo da sera per la passerella romana al Coni, riempendosi la bocca con paroloni e termini di sicuro effetto, tipo "salute mentale", i ragazzi di Osimo attendono che pari impegno economico, i 40.000 o più euro necessari all'impresa, vengano utilizzati magari per sistemare palestre e spogliatoi o sostenere l'acquisto una tantum di attrezzi e quant'altro utile la dove, ad Osimo, ovvero in Europa, servirebbero - e servono - a fare sport... Ma con il fisico, non solo allenando sempre e solo la lingua!
Chiedere con la destra alle 53 società osimane di lavorare gratis mentre con la mano sinistra si foraggiano enti privati con sede non casuale a Bruxelles... rappresenta uno schiaffo brutale, affatto etico e men che morale; senza dover tirare per forza in ballo i temi cari alla Sinistra: cavalli di battaglia come l'inclusione o l'amata retorica sullo sport quale arma contro il disagio giovanile, bla bla bla.
Forse sarebbe già ora di scegliere, senza attendere il 2028 o il 2030: si vorrebbe un Sindaco attento alle questioni vere della città o preferibile sopportare personaggi di mezza tacca politica, oltretutto presi in anticipo dalla fregola di doversi confermare tra 4 anni?
Vogliono gli osimani vivere e praticare lo sport vero o trovano più inclusivo dare la precedenza alle sfilate pre confezionate con maestria dalle famiglie Gian Francesco e Vincenzo LUPATTELLI?




