OSIMO PIANGE ULRICO SCHETTINI, MAESTRO DELLA LUCE: SI E' SPENTO A 94 ANNI L'ARTISTA MONTEFIORE
Cittadino onorario dal 2008, il professore di Brera ha trasformato le chiese e i palazzi della città in un museo a cielo aperto con le sue celebri vetrate istoriate. Oggi la scomparsa a Como


La città di Osimo perde uno dei suoi figli adottivi più illustri. All'età di 94 anni si è spento a Como Ulrico SCHETTINI, in arte Montefiore, l'artista calabrese di nascita ma marchigiano d'elezione che ha saputo "imprigionare la luce" nelle vetrate delle principali chiese osimane.
Docente all'Accademia di Brera e protagonista della scena internazionale tra Londra e New York, Schettino aveva scelto il nome d'arte "Montefiore" proprio nei suoi trascorsi a Londra e New Yourk, come omaggio spirituale alle colline marchigiane.

Unanime cordoglio per la scomparsa di Ulrico SCHETTINI, detto il MONTEFIORE, avvenuta in serata a Como
Il ricordo di Antonio SCARPONI: «Un artista tra la gente»
A tracciare un profilo umano del Maestro è l’ex tipografo e politico Antonio Scarponi, che lo conobbe negli anni ’80: "Lavorava alla Italsilver di Sardus TRONTI, producendo sculture e quadri che facevano il giro del mondo.
Ulrico amava Osimo e la buona tavola; veniva spesso a casa mia per gustare i frescarelli, le tagliatelle o lo stoccafisso con le patate. Era circondato da mecenati che lo adoravano, come i fratelli PIERPAOLI, Vinicio LEONARDI e Luciano ANTONELLI".
Proprio grazie a queste amicizie, Osimo si è arricchita di capolavori: dalle grandi vetrate della Misericordia (arrivate tramite Paolo PIERPAOLI) a quella del GRIMANI e BUTTARI (voluta da Enrico Canapa), fino alle raffinate opere nell'abside di San Francesco.

La storia di Tobia conservata presso la sala Maggiore della casa di riposo GRIMANI e BUTTARI a San Sabino
Il tributo di Stefano SIMONCINI: "Uno stile inconfondibile"
Anche l’ex Sindaco Stefano SIMONCINI, che nel 2008, Sindaco LATINI, suggerì la cittadinanza onoraria a SCHETTINI, ricorda la grandezza del "professore":
"Ci lascia un artista immenso, capace di uno stile unico in bilico tra figurativo e cubismo.
I suoi volti e le sue figure avevano una dolcezza assoluta che rapì persino il grande critico Pietro ZAMPETTI".
Simoncini ricorda l’eredità lasciata al Palazzo Campana (una vasta collezione di oli e tempere) e la strepitosa Pietà del Museo Diocesano, un omaggio michelangiolesco che resta tra le vette della sua produzione.

Ancora una immagine del Trittico che illumina il salone principale della Fondazione
L'eredità artistica: un itinerario di bellezza
Il nome di Montefiore resterà legato a doppio filo ad alcuni dei luoghi più suggestivi della città:
San Giuseppe da Copertino: le quattro vetrate absidali ispirate al Cantico delle Creature, capolavoro di armonia e colore.
Grimani e Buttari: il trittico di Tobia e l'Arcangelo Raffaele che illumina il salone principale.
San Silvestro: il centro che custodisce i cartoni preparatori e la scultura in vetro "Il Pilastro" (1995).
Nato nel 1932 a Castrovillari, Ulrico SCHETTINI ha saputo trasformare il suo pseudonimo in un ponte tra l'antico e il contemporaneo.
Osimo oggi saluta non solo un maestro del vetro, ma un uomo che ha saputo farsi voler bene, lasciando in dote una bellezza che non teme il passare del tempo.




